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Le perle dei mari del sud ...
La perla è l’unica gemma che la natura ci offre così com’è e come tale è sempre stata considerata un mistero. Per secoli ha permesso all’uomo di fantasticare ed ancora oggi, benché si conosca esattamente come avviene la sua formazione, continua il suo fascino permettendo di regalare sogni a chi la indossa.
Le perle dei Mari del Sud sono le più preziose, le più grandi e ricercate al mondo.
Inserite in un gioiello ne trasformano immediatamente la sua natura rendendolo unico, esclusivo e desiderabile.

Le perle possono essere di tre tipi:

PERLE NATURALI
Sono quelle concrezioni prodotte da molluschi con le stesse sostanze che costituiscono la loro conchiglia e senza intervento alcuno da parte dell’uomo. Si conoscono numerosi generi e specie di molluschi perliferi; alcuni esempi tra quelli marini: Pinctada, Strombus, Melo, Haliotis, Pinna; tra quelli d’acqua dolce (laghi e fiumi): Dispas, Hyriopsis, Unio.
Le perle prodotte da tutti questi generi hanno varietà di colori e spesso anche di struttura. Quindi l’argomento “perle”, apparentemente uniforme, comprende un notevole numero di aspetti molto diversi riferiti alle perle naturali, ai quali si aggiungono le varietà dei prodotti di coltura e dei trattamenti che sono stati sviluppati e diversificati, specialmente negli ultimi quarant’anni.

PERLE DI COLTURA
Si ottengono per intervento dell’uomo su molluschi perliferi, utilizzando due metodi principali.
  1. inserimento nel corpo del mollusco di una piccola porzione di epitelio secernente (prelevata da altro mollusco) unitamente a una sferetta di madreperla (il “nucleo”): si ottengono così “perle di coltura con nucleo”;
  2. inserimento del solo epitelio secernente: si ottengono “perle di coltura senza nucleo”.

 

Ambedue queste tecniche vengono usate oggi sia in molluschi d’acqua salata, sia in molluschi d’acqua dolce.
Le collane erroneamente denominate “perle di fiume” non sono altro che perle di coltura senza nucleo prodotte in molluschi d’acqua dolce. Questo va chiaramente dichiarato perché, come anzi detto, esistono le perle naturali d’acqua dolce: i fiumi del bacino del Mississipi, della Scozia, della Baviera e della Siria sono alcuni esempi ben noti di habitat ricchi di molluschi naturalmente perliferi.
Bolle perlacee di coltura (blister di coltura) vengono assemblate (riempite e sigillate alla base) per ottenere le “perle di coltura composite” dette mabe.

PERLE IMITAZIONE
Sono prodotti artificiali costituiti da materiali e sostanze vari, anche naturali, che conferiscono al prodotto un aspetto simile a quello delle perle senza possederne le caratteristiche.
Venivano prodotte già in tempi antichi, ricoprendo sferette di argilla con scagliette di mica. Sono stati poi utilizzati il vetro, l’alabastro o la stessa madreperla per le sferette, mentre per la ricopertura iridescente è stata a lungo in voga l’”essenza d’oriente”, ottenuta con la sostanza iridescente che avvolge le squame dei pesci, sostituita poi da resine artificiali iridescenti. Tutti questi prodotti, numerosi sul mercato e con nomi diversi e fuorvianti, vanno obbligatoriamente etichettati come perle imitazione.


Come già anticipato, le perle dei Mari del Sud sono le più prestigiose.

Scopriamo insieme la meraviglia della loro formazione.

Mari del Sud sono l’area delimitata dalle incontaminate coste dell’Australia settentrionale e da quelle meridionali del sud-est asiatico.
I mari sopra citati sono l’habitat naturale della gigantesca ostrica conosciuta con il nome di Pinctada Maxima. Da queste ostriche nascono le perle dei Mari del Sud (australiane).
Tra tutte le perle coltivate, le Mari del Sud sono uniche: sono formate interamente di perlagione naturale che circonda un piccolo nucleo inserito nelle parti vitali dell’ostrica.

Oltre alla notevole grandezza della perla, queste ostriche donano alla gemma altre tre peculiarità: un nacre molto spesso, una vellutata opalescenza e una indefinibile gamma di colori.
Questa combinazione di fattori rende le perle “Mari del Sud” più rare e preziose fra tutte. Inoltre, essendo difficili da produrre, sono anche le più costose.

La Pinctada Maxima a labbra argentate origina, nella quasi totalità dei casi, perle bianco-argentate che possono tendere al rosa, al grigio scuro o al verde; quella a labbra dorate produce gemme che tendono al giallo o all’oro.


Coltivazioni di perle australiane

Il primo passo da fare per coltivare le perle Mari del Sud è di raccogliere ostriche Pinctada Maxima.

Ci sono due diversi metodi di approvvigionamento:

  1. immergersi per trovare le ostriche libere e…
  2. …allevare le ostriche in un vivaio e farle quindi crescere in mare.

I metodi usati variano da paese a paese e alcuni allevatori utilizzano entrambi.
In Australia, 80-90% delle ostriche utilizzate sono catturate dai sommozzatori delle flotte nei luoghi in cui si sviluppano le perle naturali. Il resto è coperto dai vivai.
In Asia, oltre 90% delle ostriche usate è fornito dai vivai e il resto è catturato in mare aperto. In generale, circa il 60-70% della produzione annuale totale di perle Mari del Sud proviene da ostriche catturate in mare aperto.

L’INDUSTRIA AUSTRALIANA

Molte delle ostriche allo stato selvaggio sono raccolte in un raggio di 200 km dalla costa di Broome. E’ una regione vastissima, e la distanza tra il terreno di raccolta e le fattorie a volte è anche di 1600 km. I sommozzatori che fanno base sulle navi di flotte approntate per la coltivazione delle perle, raccolgono le ostriche selvagge e adulte di Pinctada Maxima sul fondo dell’Oceano Indiano.
Da febbraio a luglio, squadre di otto sommozzatori, che indossano mute e maschere, scendono tra i 6 e i 25 metri e scandagliano il fondo marino alla ricerca di ostriche. Non hanno bombole d’ossigeno, ma usano sistemi di pompaggio d’aria che viene pompata da compressori (posti sulle navi) attraverso appositi tubi.
I sub, lentamente trascinati dalle navi che percorrono le zone perlifere, raccolgono le ostriche tenacemente saldate al fondo del mare a mano e le mandano in superficie utilizzando sacchetti a maglie di rete.
Per proteggere la riproduzione delle ostriche selvagge, i sub sono tenuti a raccogliere solo esemplari che abbiano almeno due anni d’età.
Le ostriche, scelte e divise in base alla grandezza e ripulite dai sedimenti marini, vengono quindi sistemate in apposite sacche a griglia e trasportate, dall’area di reperimento a quella di parcheggio, a bordo di veloci battelli.
Una volta giunte a destinazione, vengono nuovamente stese sul fondo marino;  condizioni stabili di temperatura dell’acqua sono d’importanza vitale per la salute delle delicate ostriche perlifere.
Dato che le ostriche sono il maggior sostentamento dei coltivatori di perle, è chiaro che essi facciano il possibile per mantenerle in salute. Proprio per questo motivo, nell’Australia dell’ovest si fa di tutto per riportare le ostriche alle loro condizioni naturali nel più breve tempo possibile. Tutto questo in attesa del momento in cui verrà inserito il nucleo.
Trattasi di un’operazione molto delicata effettuata da specialisti con tecniche chirurgiche. Nelle gonadi del mollusco viene inserita una scheggia di tessuto di un mollusco donatore, insieme a una piccola sfera (nucleo) ricavata da ostriche americane.
Inizia il processo di rivestimento del nucleo. L’ostrica avvolge l’oggetto intruso di uno spesso strato di perlagione (nacre), arrivando a creare fino a sei millimetri di rivestimento perlifero.
Dopo circa due anni dall’inserimento del nucleo i coltivatori australiani estraggono dalle Pinctada Maxima le magnifiche perle dei Mari del Sud. I produttori australiani non trattano chimicamente le loro perle. Dopo che la gemma viene estratta dall’ostrica, è semplicemente lavata e selezionata.
I criteri di valutazione delle perle Mari del Sud si fondano su cinque fattori fondamentali:

  • Luminosità: il grado di intensità e bellezza della luce riflessa dalla superficie della perla e rifratta dagli strati di nacre. Le infinite possibili sue composizioni portano all’unicità di ogni perla e alla inafferrabile bellezza che proviene dal suo interno ovvero il suo “oriente”.
  • Aspetto della superficie: la maggior parte delle perle presenta imperfezioni di vario tipo. Esse sono delle naturali caratteristiche di ogni perla che non ne diminuiscono la sua originaria bellezza. A seconda della loro dimensione e frequenza influenzano comunque il suo valore.
  • Forma: l’eccezionale spessore di nacre che contraddistingue le perle coltivate Mari del Sud, porta la produzione di perle dalle infinite varietà di forme; da rotonde a ovali, a goccia, a bottone, barocche o cerchiate. La forma non influisce sulla qualità ma la rarità di alcune forme fa sì che il loro prezzo aumenti. Le più rare e ricercate sono quelle perfettamente rotonde e quelle molto a goccia.
  • Colore: le perle possono mostrarsi secondo quasi tutti i colori dell’arcobaleno. Il colore non cambia la qualità della perla ma influisce sulla sua bellezza in relazione ai gusti dell’osservatore. Dal grigio al bianco al crema, le tonalità passano attraverso il rosa, il verde e il giallo dorato. Particolari colori sono molto ricercati a seconda dei mercati e dei dettami della moda. Su questi criteri ci basiamo quando scegliamo le perle Mari del Sud, forti dell’affidabilità dei nostri fornitori e del desiderio di proporre ai nostri clienti le migliori gemme che le “Pinctada Maxima” ci offrono.

BORRA Gioielleria
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